Integrale dell'Ultimo articolo
Purtroppo per problemi di spazio l'ultimo articolo è stato tagliato sulle pagine del Corriere delle Alpi per chi volesse leggere vi riporto qui sotto l'originale.
Viaggio
Il viaggio da xian a Lhasa e' uno di quelli epici, una giornata e mezza a
bordo del treno che viaggiando attraverso montagne meravigliose mi condurra'
alla meta finale del mio viaggio. Il treno ha due peculiarita', viaggia ad
un altitudine media superiore ai 4000m ed i binari poggiano su di uno strato
di permafrost che viene tenuto sempre ad una temperatura costante. Durante
il viaggio l'altitudine la fa' da padrona e quando raggiungiamo quota 4500
i prodotti confezionati iniziano a scoppiare e l'ilarita' si diffonde in tutta
la carrozza nonostante l'aria venga arricchita di ossigeno. Arrivati a Lhasa
veniamo sottopposti all'immancabile controllo per l'influenza suina che in Cina
a preso la forma di paranoia nella gente.
Lhasa
Dopo la notte passata piu' a boccheggiare che a dormire mi lavo e vesto ad un
ritmo degno di un reparto geriatrico e non senza fatica faccio i 4 piani di
scale che mi dividono dalla mia guida. La situazione non e' delle migliori
e le strade sono presidiate costantemente da militari, agli stranieri e' interdetta
la possibilita' di muoversi da soli ed anch'io come tutti in citta' devo muovermi
con la mia "guardia del corpo". A ben vedere non mi e' andata neanche male dato
che si tratta di una splendida ventenne tibetana incredibilmente informata sul
buddismo.
Nella prima giornata visitiamo il tempio di jokhang in cui migliaia di persone
fanno la giornaliera pellegrinazione in cui viene offerto burro di yak alle centinaia
di sculture ed effettuete varie prostrazioni. E' uno spettacolo incredibile da
viversi e tutto prende un ottica diversa all'interno del tempio.
Il pomeriggio andiamo a vedere il monastero di sera in cui 600 monaci vivono
e studiano le sacre scritture, in origine erano 6000 ma la rivoluzione culrurale prima
e la persecuzione cinese poi hanno ridotto drasticamente il numero.
Durante la mia visita ho la fortuna di asssistere ad un dibattito fra i monaci,
questa usanza viene praticata tutti i giorni per due ore nel pomeriggio in cui
i monaci si confrontano sull'interpretazione delle scritture.
Il secondo giorno faccio colazione nuovamente da solo ed ho la conferma di essere
l'unico ospite dell'albergo e per un momento mi sento come in uno di quei reportage
di guerra di Terzani. La giornata inizia con la scalata della scalinata che porta
al Potala, palazzo dell'ormai ex-governo Tibetano ora in esilio e meravigliosa
prodezza architettonica. Nel palazzo si possono vistare solo alcune parti del
palazzo bianco, quello in cui risiedeva il Dalai Lama e quello rosso destinato alle
funzioni religiose, il tutto per il prezzo di 10 euro che moltiplicati per i 2500
turisti ammessi al giorno fanno 25000 euro, un bel guadagno per il governo cinese.
Il pomeriggio andiamo al Norbulingka, ex residenza estiva del Dalai Lama e luogo
da cui fuggi in India. Appena entrati ci si trova davanti ad un orologio fermo
alle nove, oraa della fuga, e' veramente strano visitare il palazzo e rendersi
conto di qunto fosse semplice la vita del maestro, laredinza non conta piu' di
dieci stanze. Si possono vedere lo studio, il bagno, il salotto e la camera da letto
tutto arredato con una semplicita' estrema.
L'ultimo giorno in tibet e' paradossalmente l'anniversario fondazione partito
comunista e per questo motivo i musei sono gratuiti, decidiamo percio' di andare
al museo tibetano. La collezzione e' varia e raccoglio meravigliosi pezzi che nonstante
le didascalie faziose sono piacevoli da ammirare, e' strano constatare come la
storia del tibet assomigli a quella mongola, imbattibili e temuti guerrieri
prima, soggiogati e maltrattati ora. La giornata finisce facendo 3 giri attorno al tempio
fra pellegrini con migliaia di chilometri alle spalle e venditori che non ti lasciano
respirare ed insistono nella speranza di venderti qualcosa.
Di questo fantastico luogo mi resteranno ricordi indelebili, i luoghi, la cultura, ma
sopratutto la gente, meravigliosa e gentilissima che nonstante i soprusi e le
angherie a cui e' sottoposta non ha perso la voglia di sorridere.
Ad attendermi ora c'e' un volo per il Nepal in cui soggiornero' per 5 giorni e poi
quello per l'italia con la voglia di tornare a casa ed il dispiacere di lasciare l'asia
e la sua gente.
Viaggio
Il viaggio da xian a Lhasa e' uno di quelli epici, una giornata e mezza a
bordo del treno che viaggiando attraverso montagne meravigliose mi condurra'
alla meta finale del mio viaggio. Il treno ha due peculiarita', viaggia ad
un altitudine media superiore ai 4000m ed i binari poggiano su di uno strato
di permafrost che viene tenuto sempre ad una temperatura costante. Durante
il viaggio l'altitudine la fa' da padrona e quando raggiungiamo quota 4500
i prodotti confezionati iniziano a scoppiare e l'ilarita' si diffonde in tutta
la carrozza nonostante l'aria venga arricchita di ossigeno. Arrivati a Lhasa
veniamo sottopposti all'immancabile controllo per l'influenza suina che in Cina
a preso la forma di paranoia nella gente.
Lhasa
Dopo la notte passata piu' a boccheggiare che a dormire mi lavo e vesto ad un
ritmo degno di un reparto geriatrico e non senza fatica faccio i 4 piani di
scale che mi dividono dalla mia guida. La situazione non e' delle migliori
e le strade sono presidiate costantemente da militari, agli stranieri e' interdetta
la possibilita' di muoversi da soli ed anch'io come tutti in citta' devo muovermi
con la mia "guardia del corpo". A ben vedere non mi e' andata neanche male dato
che si tratta di una splendida ventenne tibetana incredibilmente informata sul
buddismo.
Nella prima giornata visitiamo il tempio di jokhang in cui migliaia di persone
fanno la giornaliera pellegrinazione in cui viene offerto burro di yak alle centinaia
di sculture ed effettuete varie prostrazioni. E' uno spettacolo incredibile da
viversi e tutto prende un ottica diversa all'interno del tempio.
Il pomeriggio andiamo a vedere il monastero di sera in cui 600 monaci vivono
e studiano le sacre scritture, in origine erano 6000 ma la rivoluzione culrurale prima
e la persecuzione cinese poi hanno ridotto drasticamente il numero.
Durante la mia visita ho la fortuna di asssistere ad un dibattito fra i monaci,
questa usanza viene praticata tutti i giorni per due ore nel pomeriggio in cui
i monaci si confrontano sull'interpretazione delle scritture.
Il secondo giorno faccio colazione nuovamente da solo ed ho la conferma di essere
l'unico ospite dell'albergo e per un momento mi sento come in uno di quei reportage
di guerra di Terzani. La giornata inizia con la scalata della scalinata che porta
al Potala, palazzo dell'ormai ex-governo Tibetano ora in esilio e meravigliosa
prodezza architettonica. Nel palazzo si possono vistare solo alcune parti del
palazzo bianco, quello in cui risiedeva il Dalai Lama e quello rosso destinato alle
funzioni religiose, il tutto per il prezzo di 10 euro che moltiplicati per i 2500
turisti ammessi al giorno fanno 25000 euro, un bel guadagno per il governo cinese.
Il pomeriggio andiamo al Norbulingka, ex residenza estiva del Dalai Lama e luogo
da cui fuggi in India. Appena entrati ci si trova davanti ad un orologio fermo
alle nove, oraa della fuga, e' veramente strano visitare il palazzo e rendersi
conto di qunto fosse semplice la vita del maestro, laredinza non conta piu' di
dieci stanze. Si possono vedere lo studio, il bagno, il salotto e la camera da letto
tutto arredato con una semplicita' estrema.
L'ultimo giorno in tibet e' paradossalmente l'anniversario fondazione partito
comunista e per questo motivo i musei sono gratuiti, decidiamo percio' di andare
al museo tibetano. La collezzione e' varia e raccoglio meravigliosi pezzi che nonstante
le didascalie faziose sono piacevoli da ammirare, e' strano constatare come la
storia del tibet assomigli a quella mongola, imbattibili e temuti guerrieri
prima, soggiogati e maltrattati ora. La giornata finisce facendo 3 giri attorno al tempio
fra pellegrini con migliaia di chilometri alle spalle e venditori che non ti lasciano
respirare ed insistono nella speranza di venderti qualcosa.
Di questo fantastico luogo mi resteranno ricordi indelebili, i luoghi, la cultura, ma
sopratutto la gente, meravigliosa e gentilissima che nonstante i soprusi e le
angherie a cui e' sottoposta non ha perso la voglia di sorridere.
Ad attendermi ora c'e' un volo per il Nepal in cui soggiornero' per 5 giorni e poi
quello per l'italia con la voglia di tornare a casa ed il dispiacere di lasciare l'asia
e la sua gente.
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